giovedì 7 maggio 2009

Bona visione


Essere donna in Italia è una condizione avvilente. Essere giudicate solo per il proprio aspetto fisico, una tassa che ci tocca da sempre e che ci induce a preoccuparcene in maniera patologica e alla fine demenziale.
Stiamo imbambolate davanti allo specchio come se avessimo 16 anni a considerare se possiamo o meno permetterci di indossare quel vestitino attillato alla cenetta con le ex compagne di liceo, e nel frattempo le sedicenni snelle, sode e pronte a tutto si fottono i nostri posti in Parlamento.
E' così, noi donne siamo andate davvero molto avanti nell'emancipazione. Possiamo ambire a occupare scranni parlamentari e addirittura poltronissime da ministro, col velluto e tutto. Purché siamo giovani e soprattutto bone.
La vicenda di Noemi Letizia, "aperta a 360 gradi", come ha dichiarato lei ingenuamente in un'intervista, "dal mondo dello spettacolo alla carriera politica", ci insegna che, si vada o meno a letto con l'ottuagenario Presidente del Consiglio, o si sia semplicemente delle sue protette, sono molte le porte che si possono spalancare quando i rapporti di fanno intimi e la chiappa strizzata nel succinto costumino merita un primo piano. Ma soprattutto ci insegna che non c'è poi più questa grande differenza tra ballare in tv coperte solo di un filo interdentale e rappresentare il popolo italiano nel suo organo più importante. E' uguale, è una carriera. It's a living, come nota saggiamente una delle chiocce di plastilina del film Galline in fuga, quando le si fa notare che campa solo per fare uova tutti i giorni e poi farsi tirare il collo e insaporire il brodo: è una vita come un'altra.
Chiunque abbia fatto attivamente politica anche solo per cinque minuti nella propria vita non può che sentirsi vilipeso dal nuovo andazzo. Anche chi non ha fatto altra politica attiva tranne quella elementare di trascinarsi a votare credo possa trovarvi qualche motivo di rammarico.
Ma il Presidente, nel suo soliloquio da Vespa l'altra sera, ha rassicurato tutti sul fatto che tra le candidate alle Europee non ci sono mai state delle Veline. Ha fatto tre nomi che dovevano essere esemplari, ma a essere sincera non ne ricordo nemmeno uno. Erano donne presentate con credenziali quali "sposa e madre", "laureata" e, la mia preferita: "figlia di un prefetto amico del dottor Letta".
In pratica ciò che si voleva sottolineare era: "non sono puttanelle, ma madri di famiglia, perfino laureate, addirittura di massima fiducia, tant'è che una è la figlia di un amico di un mio amico". Da quando questa è una credenziale per essere candidate alle elezioni? Probabilmente da sempre solo che prima si faceva di tutto per tenerlo nascosto, adesso si va in tv per urlarlo ai 4 venti.
Il teorema Berlusconi sulle donne in politica è: giovani, magari laureate e possibilmente belle, che è meglio per tutti, no? Ma in che senso è meglio per tutti? Perché nessuno si indigna a sentir dire una cosa simile? E perché visto che la maggior parte dell'elettorato è composto da donne, nessuno ha mai pensato che per vincere le elezioni bisognasse candidare dei bei figoni invece dei mostri repellenti che ci tocca guardare a ogni pastone del Tg1?
Le belle ragazze, anche "di sinistra" da Santoro si incazzano perché delle belle ragazze si sottintende sempre che siano sceme. Ma perché nessuno parla più di donne? Perché in Italia esistono solo gli uomini ricchi/potenti/politici/personaggi tv e le 'belleragazze', tutt'una parola? L'Italia è piena di donne, belle brutte, giovani, meno giovani. Non si laureano forse anche quelle? Non studiano e non lavorano e non producono anche loro? Il fatto che non possano andare a Miss Italia le rende forse un soggetto politico di serie B?
E' più facile governare un Paese se le persone che fai eleggere nel tuo partito prendono la candidatura alle elezioni come l'anticamera per realizzare il loro vero sogno: ballare nude in un programma di una tua tv. Così sono tutti contenti: i politici, che quando si degnano di presenziare alle sedute in assemblea hanno semmai qualcosa su cui posare gli occhi. Le ragazze, che mettono un piedino sulla ribalta. I padri e le madri delle ragazze, vero emblema dell'Italia.
E noialtri, che poi saremmo la stragrande maggioranza degli italiani? Ma certo! Noi dobbiamo solo fare un salto alle urne e poi tornare a casa, metter su i pop-corn e goderci lo spettacolo.

Foto: Flickr.

5 commenti:

Leonaltro ha detto...

"rappresentare il popolo italiano nel suo organo più importante."

in realtà è proprio l'organo più importante quello che gli italiani usano per decidere chi li rappresenterà in parlamento ;-)

marta ha detto...

Ovvio. Tutti gli altri sono ormai in disuso ;-P

Claudio ha detto...

Cmq ribadisco che Noemi Letizia è indubbiamente più intelligente della Palombelli

F. Zaio ha detto...

Quello che più mi avvilisce è il fatto che la grande maggioranza delle persone, anche delle donne, avalli, giustifichi o addirittura approvi questo andazzo, questa filosofia di vita. Posso ancora capire gli uomini trainati dall'alternativa al carro di buoi, ma le donne, le signore, le ragazze? L'ho già scritto: fossi stata una femminista mi autodistruggerei per la delusione.
@Claudio: più simpatica, forse, oppure più intlligente nel senso che ha capito come va il mondo.

F. Zaio ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=L1f-DfEFp7Q&feature=dir
Simpaticissima e intelligente eh?