martedì 22 aprile 2008

La giornata della terra

E' un po' come la festa della donna o il giorno dell'ammalato, non trovate? Lavami i calzini, fai la spesa e stira come una schiava tutto l'anno che poi ti porto due euro di mimosa e andiamo a pari. Oggi siamo qui a pensare che il pianeta soffre. Ma è 38 anni che ci pensiamo! (la celebrazione il 22 aprile è cominciata nel 1970). Non sembra che da allora ci sia venuta alcuna idea geniale. Nel frattempo succedono cose bellissime.
I produttori di automobili fanno pubblicità ecologiste, in cui non c'è ombra di traffico e dei Suv celestiali e pulitissimi sfrecciano in mezzo a foreste incontaminate mentre lo speaker parla di aria pura e del futuro dei nostri bambini. Quelli che fanno l'acqua minerale, una roba che inquina a pacchi, si inventano la bottiglia ecologica. "E' fatta con gli zuccheri delle piante, non col petrolio!", però intanto per scarrozzarla di ipermercato in ipermercato e di casa in casa quanto petrolio si usa e quanta CO2 si sputa?
Continuo a pensare che bere l'acqua del rubinetto sia una scelta di civiltà. Che se i treni funzionassero davvero molti italiani potrebbero finalmente dire, se non addio, almeno arrivederci all'auto (ma ora che c'è Lui... chissà). Che bastano alcune scelte strutturali per fare la propria parte in maniera consistente. Un po' come la dieta: quella del minestrone ti fa perdere 4 chili in una settimana ma poi ne riprendi 6, mangiare sano sempre ... bla bla bla.
Allora ecco il mio cambio di dieta da qui al prossimo 22 aprile: non mi farò dare mai più un sacchetto di plastica che non sia delle dimensioni utili a riciclarlo come sacco per la spazzatura. Solo borse riutilizzabili (cioè di tela) per le piccole spese, gli acquisti poco ingombranti e tutto il resto. Sì lo so, non è granché. Ma non potete comprendere la rilevanza della sfida se non conoscete i negozianti del mio quartiere. Secondo me vanno tutti dallo stesso fornitore che li riempie di certe bustine minuscole e sottilissime. Ci infilano soddisfatti la fesa di tacchino, la striscia di salsiccia o la fetta di fontina e alla fine del giro ti puoi ritrovare anche con sei o sette di 'sti sacchetti della Barbie. Arrivata a casa cosa puoi fare? Appallottoli e butti via.
Ehnnò caro il mio pollaiolo, not in my name!

p.s. Quanto alla dieta alimentare, come avrete capito dalla tipologia di prodotti della mia spesa-tipo, non seguo quella del minestrone.

(Foto: Flickr)

1 commento:

David Vicente ha detto...

Ciao Marta,
Te presento mi galeria Flickr, espero que te guste

David

http://www.flickr.com/photos/davidvicente/sets/72157601387451262/